La (mia) verità sui laboratori di teatro

Di quanti casi umani tocca, sotto il cielo, d’incontrare, praticando il teatro ci si può imbattere in alcuni tra i più singolari e spaventosi.
L’egocentrico vanesio e pseudo-intellettuale, convinto che se il mondo può fare a meno di lui allora il mondo dev’essere un posto davvero infame, è figura raccontata da aneddoti libri e film d’ogni sorta. Questo caso umano appartiene alla mitologia del teatro tanto quanto il faccendiere intrallazzatore appartiene a quella della politica. Ed è piuttosto facile che il medesimo non si senta affatto un egocentrico, quanto piuttosto un “ego giustamente al centro”. Continua a leggere

Sul sessismo della lingua e altre comiche

Mi sono sentito un lurido. L’altro giorno, al lavoro, chiamando a raccolta gli allievi ho detto “bambini e bambine, tutti qua!”.
Spiegarvi quel senso di lordura mi è difficile, ma ci voglio provare, se avete la pazienza di leggere queste righe.
Poche stupidaggini hanno attecchito in maniera tanto diffusa e persistente quanto il problema del presunto sessismo della lingua e, per un attimo, quest’idiozia ha investito anche me. Nel mio lavoro ho a che fare con gruppi di bambini e ragazzi, prevalentemente misti in quanto a sesso. Costoro per me sono tutti uguali, sebbene tra loro non lo siano in quanto maschi e femmine, più gioviali o meno gioviali, più portati o meno portati per la loro attività ecc. Sono uguali nel senso che il primo livello della mia interazione è con degli esseri umani – che scoperta, eh? Continua a leggere