La (mia) verità sui laboratori di teatro

Di quanti casi umani tocca, sotto il cielo, d’incontrare, praticando il teatro ci si può imbattere in alcuni tra i più singolari e spaventosi.
L’egocentrico vanesio e pseudo-intellettuale, convinto che se il mondo può fare a meno di lui allora il mondo dev’essere un posto davvero infame, è figura raccontata da aneddoti libri e film d’ogni sorta. Questo caso umano appartiene alla mitologia del teatro tanto quanto il faccendiere intrallazzatore appartiene a quella della politica. Ed è piuttosto facile che il medesimo non si senta affatto un egocentrico, quanto piuttosto un “ego giustamente al centro”. Continua a leggere

Annunci

Medicina e onnipotenza della tecnica: qualche spunto di riflessione

Nel precedente articolo su omosessualità e genitorialità ci eravamo ripromessi di trattare il tema del ruolo del medico in un mondo in cui la medicina non si rivolge più esclusivamente alla sofferenza e alla malattia, ma diviene una prestazione commerciale che assiste una domanda non strettamente inerente la salute delle persone. La notizia, di pochi giorni fa, della nascita del figlio di Nichi Vendola attraverso la maternità surrogata, ci fornisce un ulteriore elemento per riprendere la discussione. Continua a leggere

Sul sessismo della lingua e altre comiche

Mi sono sentito un lurido. L’altro giorno, al lavoro, chiamando a raccolta gli allievi ho detto “bambini e bambine, tutti qua!”.
Spiegarvi quel senso di lordura mi è difficile, ma ci voglio provare, se avete la pazienza di leggere queste righe.
Poche stupidaggini hanno attecchito in maniera tanto diffusa e persistente quanto il problema del presunto sessismo della lingua e, per un attimo, quest’idiozia ha investito anche me. Nel mio lavoro ho a che fare con gruppi di bambini e ragazzi, prevalentemente misti in quanto a sesso. Costoro per me sono tutti uguali, sebbene tra loro non lo siano in quanto maschi e femmine, più gioviali o meno gioviali, più portati o meno portati per la loro attività ecc. Sono uguali nel senso che il primo livello della mia interazione è con degli uomini ovvero esseri umani – che scoperta, eh? Continua a leggere

La ferocia perbenista nel giudicare Napoli


Di seguito il testo integrale della mia lettera ad alcuni quotidiani, pubblicata solo da Repubblica in versione ridotta.

Spettabile Redazione,
vi scrivo da Napoli questa lettera con un sentimento di profonda angoscia. Pochi giorni fa in città un giovane di 16 anni è morto a seguito di un incontro ravvicinato con i carabinieri, in circostanze che stando a quanto sta emergendo dai media, delineano un quadro assurdo e indegno d’un paese civile e democratico. Chiaramente, sulla vicenda faranno luce l’autorità giudiziaria e le indagini difensive condotte dall’avvocato Anselmo, e io non vi scrivo questa lettera per entrare nel merito ma nella speranza che il vostro giornale voglia ospitare una riflessione che è ormai orfana degli intellettuali e degli spazi di discussione che merita. Continua a leggere